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Intervista all’utente Simon’s Food

A tu per tu con il misterioso Simon’s Food, utente “misterioso” di Snapfood che ancora prima di approdare sulla nostra app già si divertiva a girare per trattorie, ristoranti e agriturismi italiani armato di block-notes e fotocamera.

Con base a Parma, Simon gestisce da anni un appassionato blog personale dedicato alle recensioni di prelibatezze, rigorosamente italiane, e nel suo girovagare ha pensato bene di compiere un passo extra: contribuire al passaparola degli annunci di lavoro pubblicati dai ristoratori in cerca di personale.

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Cosa dice di te la tua Bio su SnapFood? Presentati in poche righe
Ciao a tutta la comunità di snapfood!Sono Simon un food blogger di Parma appassionato di cibo italiano. Con le mie esperienze dirette consiglio i posti migliori per qualità-prezzo. Entro, mangio, scatto e recensisco in maniera reale. Nessuno conosce la mia identità. Ogni giorno vi mostro piatti eccezionali che potrete provare nel locale recensito!

Come nasce la tua passione e l’idea di aprire un blog tutto tuo?
Nasce quasi per gioco, tra amici. Spesso fuori per cena, mi ritrovavo a provare locali a volte non conosciutissimi che consigliavo poi ad amici. Il riscontro era sempre positivo e questo li portava a contattarmi di frequente per avere pareri su altre location. Con grande sorpresa ho compreso che il mio gusto era molto apprezzato e le mie valutazioni erano alla portata di tutti. Hi così deciso, per migliorare i consigli, di abbinare delle foto dei piatti assaggiati con annesso il menù e i prezzi. Sono partito prima con un profilo Facebook Simon’s Food e poi ho aperto il blog www.simonitalianfood.com

C’è anche una fanpage su Facebook, vero? A quanti fans sei arrivato?
Oltre ai vari canali social seguiti da 20.000 utenti, (twitter, instagram, pinterest e snapfood ) ho una fanpage con 2500 followers, ma sono in continua crescita.

Ami anche stare ai fornelli o solo assaggiare quello che cucinano gli chef?
Bella domanda! In realtà sono uno dei pochi food blogger che non sa cucinare, ma che proprio per questo apprezza ancor di più mangiare bene e il lavoro degli chef!

Piatto preferito e piatto che non ami per niente?
Amo particolarmente risotti e tartufo, non amo invece le frattaglie

Tieni conto del rapporto tra qualità e prezzo, quando voti una portata?
Certo! è fondamentale. Se un piatto ha un prezzo elevato mi aspetto una qualità della materia, impiattamento e creatività che ne giustifichi il valore.

Cosa ti piace del progetto SnapFood e cosa aggiungeresti?
Snapfood sposa la mia filosofia, cioè consigliare un piatto assaggiato valorizzando il ristorante o lo chef. Io aggiungerei la possibilità di inserire il nome dello chef. Spesso le persone non sanno chi è l’autore di una delizia che assaggiano.

Quante foto hai pubblicato sulla nostra app?
Attualmente sono a 241.

Hai qualche consiglio pratico per gli altri utenti?
Per ottenere una fotografia dove i colori non sono alterati dalle luci attorno, chiedete ad un’amico mentre scattate di illuminarvi il piatto con una luce, es. la app torcia. La luce tenderà quindi a smorzare i colori gialli dei lampadari o lucernari solitamente presenti nel ristorante.

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SnapFood e il cibo a domicilio

Mangiare al ristorante è bello. È un momento di compagnia, degustazione e buon umore. E per quei giorni invece in cui non ti va proprio di uscire e vorresti un bel piatto che bussa alla porta esclamando “buon appetito”?

Ecco, per quei giorni, finalmente, c’è SnapFood a domicilio.
La funzione è disponibile al momento solo nella città di Milano.

Come funziona?

Basta scorrere la home e cliccare su “ordina a casa” sui piatti dei ristoranti aderenti.
Semplice no?

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Intervista a Chiara, Utente Top

La community di Snapfood è come la salsa per la pasta: indispensabile. In questa nuova rubrica andremo quindi a scoprire che faccia hanno i “criticoni culinari” più attivi della nostra app: segnalatori di prelibatezze che stanno contribuendo di più con i feedback, assaggio dopo assaggio. La prima intervista è dedicata all’utente top “Chiara Sottocorno”.

Fan storica della nostra App, Chiara è attivissima (le sue foto sono state pubblicate spesso come Piatto della settimana sulla nostra fanpage) ed è una gran sostenitrice della qualità. Per questo motivo, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei.

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Cosa dice di te la tua Bio su SnapFood? Presentati in poche righe
Simpatizzante vegana. Amo mangiare bene e scattare foto. Unisco qui le mie passioni. Vivo a Milano ma viaggio molto per lavoro e non solo.

Ami anche stare ai fornelli o solo assaggiare quello che cucinano gli chef?
Se potessi, sarei sempre fuori a cena. Sui miei fornelli aleggia la polvere.

Cosa ti ha stregato del progetto SnapFood?
Mi piace poter vedere com’è un piatto prima di andare al ristorante o ordinarlo. Chi non ha mai sbirciato i tavoli altrui per vedere cosa veniva servito per poi dire “Lo stesso, grazie!” Purtroppo mettere le foto nel menù non è una pratica diffusa qui in Italia, soprattutto nei ristoranti di livello più elevato, ma io l’apprezzo molto all’estero. Inoltre l’opinione di chi l’ha già assaggiato mi aiuta a fare la mia scelta.

Quante recensioni hai postato fino ad ora?
Circa 250.

Numero impressionate! Dove postavi le foto di pranzi e cene, prima che arrivasse SnapFood?
Non lo facevo, mi limitavo a tenere le foto per me e a condividerle con amici e parenti.

Utilizzi l’app anche per cercare piatti o ti limiti a contribuire con i tuoi?<
Mi è capitato anche di cercare i ristoranti che conosco per vedere se ci sono piatti interessanti che non ho ancora assaggiato, oppure se devo andare in un locale che non conosco, cerco su SnapFood se qualcuno ha già postato delle foto.

C’è una qualche funzione che sogni di vedere in futuro?
Da quando è stata creata, ho visto che sono state introdotte molte migliorie. Lavorerei di più sulla funzione “Segnala” per aiutare nella rimozione delle foto non adatte.

Piatto preferito e piatto che non ami affatto?
Piatto preferito la cheesecake, e in generale i dolci, perché detesto minestre ed affini.

Hai apprezzato il filtro vegan?
Essendo simpatizzante vegana si, e visto il crescente numero di persone che si attengono a questo regime alimentare, è importante avere questa funzione.

Tieni conto del rapporto tra qualità e prezzo, quando voti una portata?
Sì, certamente, è un fattore importante, ma va sempre tenuto conto del ristorante in cui ci si trova.

Hai qualche consiglio pratico per gli altri utenti?
Uso sempre qualche filtro che migliori la luce e l’esposizione, per rendere la foto più gradevole, ma senza alterare i colori del piatto. Un piatto che si presenta bene è molto più invitante!

Grazie per la chiacchierata Chiara, ci vediamo su Snapfood!
Ciao e grazie a voi ragazzi!

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I Ristoranti più fotografati di SnapFood

Quale locale ha il maggior numero di piatti segnalati?

Grazie al prezioso passaparola di chi cerca nuovi sapori e le segnalazioni di chi li ha già provati, Snapfood si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la penisola: regione dopo regione. Ma dove si trovano i piatti più fotografati dell’applicazione?

Interrogando i nostri archivi ne emerge un quadro decisamente… “campano”. Nel momento cui scriviamo la battaglia per il podio, parlando di ristoranti tirati in ballo dai nostri assaggiatori, ruota infatti intorno Napoli e provincia.

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La Pizzeria-friggitoria di Gaetano Genovesi, che insieme a moglie e figlio porta avanti il suo locale in via Manzoni a Napoli, ha conquistato il primo posto con un numero impressionante di recensioni che si avvicina ormai ai 400 piatti. “Impasto leggero” e “pizza non esageratamente grossa”, tornano spesso tra le testimonianze. La pizza “Gioia”, base bianca con prosciutto e patate, risulta tra le più gettonate del posto.

Secondo posto per Gigione, a Pomigliano D’arco, che invece è specializzato in hamburger e street food. Il locale, messo in piedi da una famiglia che di macelleria se ne intende davvero, è stata superato solo recentemente: al momento in cui scriviamo ha ben 314 piatti segnalati su Snapfood.

Gino Sorbillo, altra famosissima pizzeria a Napoli (in via dei Tribunali), segue il gruppo con 261 piatti segnalati dagli utenti. Sono in molti a consigliare di provare la sua originale “pizza col pesto”.

Per trovare ristoranti italiani del centro o del nord, altrettanto “fotografati” bisogna scendere fino in settima e ottava posizione, dove spicca il Temakinho di Milano, che propone invece sapori brasiliani e giapponesi.

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A tutto Bakery! – La più dolce realtà di SnapFood

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Un tour gastronomico tra i dolci ipercalorici e gli stuzzichini salati delle Bakery House nostrane, quelle più frequentate dagli utenti di SnapFood. Da Milano a Napoli si moltiplicano i locali che adottano questa filosofia British dal sapore un po’ vintage, giocando la partita in un campionato a parte che spazia tra forno, bar e pasticceria classica. Ormai si può parlare di vera e proprio “Bakery Mania”.

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Filtrando “Bakery” nella ricerca interna di SnapFood App si finisce dritti dritti nell’ipercalorico mondo di Willy Wonka, si resta incantati dai colori vivaci della tradizione anglo-americana, dalla glassa dei cup cake, dalla doratura delle apple pie e dall’eleganza delle cheesecake realizzate senza cottura.

Tra i dolci disponibili troviamo i budini alla frutta noti come “Pudding”, rigorosamente serviti nei barattoli di vetro, e i gelati tempestati di noccioline. Incroci di dessert più fantasiosi e moderni arrivano ad includere piogge di biscotti, interi o sbriciolati, nella composizione. È il caso delle torte Oreo (realizzate con gli omonimi biscotti americani) e di quelle a base di Snickers, che tirano in ballo arachidi, caramello mou e cioccolato fondente.

Se si parla di snack salati, i frequentatori delle Bakery House possono invece partire da una tipica english breakfast, con uova strapazzate e bacon, o espandere la mangiata fino a farla diventare un brunch: incrocio tra una colazione sostanziosa e un pranzo leggero che si consuma nella tarda mattinata, solitamente nel weekend.

Le “fotografie salate” scattate dagli utenti di SnapFood raccontano di sfarzosi brunch con club sandwich farciti, omelette, french toast e bagels. Ogni piatto servito viene solitamente accompagnato da succo d’arancia o tazzone di caffè americano. Chi ha bisogno di proteine extra può comunque pranzare mentre beve un Milkshake, quei giganteschi frappé con panna che fanno tanto Pulp Fiction.

Molte Bakery House arrivano a proporre hamburger e bistecche di brontosauro, con patatine fritte inondate di salse varie. In maniera forse un po’ troppo simile a quello che accade nei pub/steak house.

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I dati su queste pietanze straniere, raccolti dall’archivio di SnapFood, ci dicono infatti che chi va in una Bakery House mangia anche con gli occhi e cerca qualcosa di diverso dal solito. In questo senso, perdono posizione i pancakes alla Homer Simpson e i semplici muffin al cioccolato, presenti sulle nostre tavole da un bel pezzo, che pur restando buonissimi da addentare non possono più competere in una classifica fotografica incentrata sul fascino dell’esotico.

 

Che ne pensate del fenomeno Bakery House? Avete altri piatti particolari da proporre alla community di SnapFood?